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diario di bordo
di un traduttore appassionato
di parole e vita
 
Verba manent (Zu) 
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Percepire, esprimere, confrontarsi e crescere, perché la condivisione raddoppia il piacere.


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Italy, Lombardia, Milano, Bovisa, Italian, English, French, Zu, Male, 36-40, words, music.

 
*
Il blog è un apostrofo che rende pubblico un diario segreto,
per cui si passa dall'io che soffre all'io che s'offre.

(Zu)




31.1.03

 
...il verso di François Villon che dà il titolo all'intervento precedente non intendeva certo alludervi, ma ho appena letto da Pino Scaccia che oggi è l'anniversario della strage del Cermis ed è bene non dimenticare...


 
Où sont les neiges d'antan?

Alla nonnina facevo fatica a spiegare che cosa fosse un fax e come potesse funzionare per davvero con una telefonata. Del modem neanche a parlarne.
Ai miei piccoli invece è più difficile far capire che cosa sia una macchina per scrivere: ho corredato la complicata spiegazione ricorrendo alla ricerca di immagini del solito Google e promettendo che a casa del nonno l'avrebbero vista dal vero.

Oggi ho riesumato un gesto che non ero più solito compiere. Un'operazione che un tempo mi riusciva spontanea e immediata, mentre ora mi appare macchinosa richiedendo applicazione, volontà e predisposizione d'animo. Mi riferisco all'ascolto di dischi. O meglio, alla fatica di metterli sul piatto, posizionare la puntina sul solco e rialzare il volume precedentemente portato a zero. Dischi in vinile, una razza in via d'estinzione. Una meraviglia di stampo archeologico per gli occhioni sgranati dei miei bambini, adusi ai più pratici CD e ignari financo dell'esistenza di quelle enormi superfici plastiche tanto delicate e poco maneggevoli.

Beh, ne ho approfittato per riascoltarmi due brani: Perfect Day (Lou Reed, 1971) e WPLJ (Frank Zappa, 1970). Faticoso, sì, ma ne è valsa la pena.


30.1.03

 
Ripesco dai cassetti dei ricordi una
RICETTA DEL GIORNO
Tre ingredienti per vivere meglio: memoria per il passato, consapevolezza del presente, fiducia nel futuro
...oggi memoria ne ho da vendere, la mia tendenza è semmai quella di camminare con la testa rivolta all'indietro; la consapevolezza aumenta, ma non sempre ciò si accompagna a godimento armonico, perché sapere significa anche trovarsi ad accantonare la spensieratezza; fiducia ne ho, sia nelle persone sia nella mia buona stella, però non riesco a capire ciò che è bene fare e talvolta soffro di una dicotomia tra testa e cuore.
Ma dopotutto, mi dico, starei peggio con la lobotomia e senza amore.


28.1.03

 
In questo periodo di superlavoro sarei davvero favorevole alle 35 ore... al giorno però! Solo così potrei disporre di tempi più distesi, perché attualmente 24h non mi bastano.
Ciononostante, mi accorgo che quando si deve incontrare qualcuno o qualcosa, lo si incontra anche in un minuto. Si tratta forse della serendipità della quale parlava uno di passaggio in un commento a questa pagina?
Sta di fatto che mi sono imbattuto nelle pagine in rete di Alberto Terre, che non conoscevo (o credevo di non conoscere). Mi riprometto di visitarle più avanti con la dovuta attenzione, ma voglio cominciare a sottolinearne la portata poetica ricopiando qui alcuni suoi versi:
Nel limite

Sono una porta invisibile:
tra.
Sostengo tutto il dolore
sospingo tutta la gioia.
Vivo mutando
nella tensione degli opposti.

Sono una soglia sull'assoluto.

da Parole sulla soglia


27.1.03

 
Giornata della memoria
dedicata al ricordo delle vittime del nazismo e del fascismo


Sul tema, per esempio:


Per loro, erano
ebrei, omosessuali, disabili, comunisti, zingari, prostitute...


Per me, le vittime erano tutti
esseri umani.


26.1.03

 
Questa è in argomento con il tipo di traduzione di cui mi sto occupando in questi giorni:
Beppe Grillo ha attaccato le multinazionali della chimica e i brevetti di tutte le nuove forme di vita. "Sapete cos'è la Novartis? È un'azienda nata dalla fusione di Ciba e Sandoz. La Ciba ha prodotto in Giappone un farmaco che nel primo mese ha fatto 30 morti e tremila un anno dopo. La Sandoz ha invece il premio per i pesticidi: ha gettato tonnellate di rifiuti tossici nel Reno, dandoci i "pesci-diesel". Ciba e Sandoz insieme? È come se Totò Riina e Pacciani si fossero associati per creare un asilo per bambini".

[fa parte di un testo che gira via posta elettronica, ma l'ho pescato qui]


 
Emergenza PeaceLink - Battaglia legale per la liberta' di espressione

Era da tempo che lo volevo fare. Grazie a Leonardo che con il suo articolo me l'ha ricordato.


 
Da ambasciatore a postino, il passo è breve.


25.1.03

 
Oggi ho fatto l'ambasciatore.


24.1.03

 
No, non ho abbandonato la nave...

È che tra un bagordo e l'altro, da balordo scaltro,
sto anche lavorando.

Stasera, a tenermi compagnia ho una signora
di una certa età e di classe certa.

Si chiama Joni Mitchell.

[trovato saltando di palo in frasca]


22.1.03

 
Zu-ppa-zu-ppa--ppa

La tavolata di Zu


un blog collettivo


Ma ce n'era proprio bisogno?
Beh, quelli di Splinder la fatica di creare una piattaforma italiana per i blog l'hanno fatta.
Noi mica possiamo snobbarli e restarcene soltanto qui con gli Americani.
Dunque ho aperto una pagina anche su Splinder e ho deciso che sarà un blog collettivo.
Chiunque sia interessato a partecipare, ci faccia un salto.


21.1.03

 
Un testo, delle note. Vocalità, mente e cuore vanno insieme facendo vorticare l'anima...
Amore lontanissimo

Da un'ora son seduta qui
pensando che
ti voglio parlare.
E questa via della città
certo non è il luogo ideale.
Passa tanta gente e
se in mezzo ci fossi tu,
se mi passassi accanto,
io ti sentirei.
Amore mio dove sei,
non pensi che
io sono qua.
Mi farò ancor più piccola
se non sarai qui, con me.
Amore lontanissimo
ma qui, con me.

Passa il tempo e
certo ne avrei di cose da fare.
E non m'importa no,
non me ne andrò,
ti voglio aspettare.
Intorno a me c'è tanta fretta,
l'ennesimo metrò,
io so che non mi muoverò.
Amore mio dove sei,
non senti che
io sono qua.
Mi farò ancor più piccola
se non sarai qui con me.
Amore lontanissimo
ma qui, con me.

Amore lontanissimo
se tu fossi qui, con me.


[Antonella Ruggiero]


20.1.03

 
/|\

Da girovago oggi o ieri ho lasciato tracce in giro e qui invece non mi sono dedicato... idee, spunti e spuntini non mancherebbero, manca solo la cartuccia della stampante: ne ho quattro da far rigenerare ma mi hanno detto che se poi le devo usare per stampare della FUFFA, tanto vale astenersi.

Non metto il collegamento perché sono tantissimi i siti che si stanno sbellicando sulla "fuffa".
Dunque direi che in questo caso sono forse più utili due piccole ricerche con Google:
  • abbracciando tutto
  • raggomitolandosi sui b l o g


  • 19.1.03

     
    Ti volgi
    ed è ieri
    lo sguardo
    scintilla
    la morte
    è tutta qui.

    [da un brano dei Fragole&Sangue eseguito durante un'occupazione in via Bernina a metà degli anni '80]


    18.1.03

     


    17.1.03

     
    Chiamate l'Antitrust!

    L'intervista in rete sta diventando prerogativa di un'unica etnia? Una situazione di predominio se non di monopolio sta prendendo piede nella blogosfera. E magari, visto che di peones e di fuffa si tratta, qualcuno sottovaluterà il problema...
    Ma con quale diritto, dico io, il popolo tradizionalmente più omertoso si permette di mandare in giro messaggi elettronici col punto di domanda? Il fatto è che trovano pure chi risponde!
    Così, in attesa di quello che crollerà (non crederete mica alla sicurezza del ponte sullo Stretto?!), ci è toccato assistere alla costruzione di ponti comunicativi da parte di Pietro Busalacchi con le sue interviste ai diaristi telematici.

    E ora ci si mette pure Antonino Musco, che su Erroneo intervista quelli di Buio Buione.
    Minchia, da non perdere! L'intervista e pure una visita ai siti... se non tenete travaglio da fare, perché mmai finiscono.
    Chiamate l'Antitrust, dicevo, ma chiamatelo con procedura d'urgenza se il suddetto Pietro di BlogOltre intervista SiciliaBlog. Perché qui, inequivocabilmente, trattasi di conflitto d'interessi etnico, anzi Etnico, quindi fate attenzione: ppericolòso è!

    Aiuto, il mondo non è più tondo: ha tre punte e la coppola in testa.
    E anche a Milano oramai si conta così: Vün, Dü, Tri-nacria!


    16.1.03

     
    Quando tradurre viene automatico...

    Sapendo che mestiere svolgo, Pros mi trasmette una citazione che riguarda la traduzione:
    L'arte del tradurre non attraversa un buon momento. La base di reclutamento, cioè i giovani che conoscono bene o discretamente una lingua straniera, si è certo allargata, ma sempre in meno sono quelli che nello scrivere in italiano si muovono con quelle doti di agilità, sicurezza di scelta lessicale, d'economia sintattica, senso dei vari livelli linguistici, intelligenza insomma dello stile (nel doppio aspetto del comprendere le peculiarità stilistiche dell'autore da tradurre, e del saperne proporre equivalenti italiani in una prosa che si legga come fosse stata pensata e scritta direttamente in italiano): le doti appunto in cui risiede il singolare genio del traduttore.
    [10-15 ottobre 1963, Italo Calvino al direttore del "Paragone" - Firenze]
    Qualche anno è passato, ma le parole di Calvino non hanno perso di attualità. Pur non proponendomi come traduttore letterario, capisco e condivido le argomentazioni e le preoccupazioni esposte, che valgono per la traduzione ma anche per l'espressione diretta nella propria lingua.
    Le piccole "campagne" tipo Coniati da vomito oppure Le traduzioni inutili, al di là del divertimento, intendono concorrere alla trasmissione di un desiderio di maggiore consapevolezza linguistica, perché la lingua batta dove la mente vuole.

    * * *

    Oggi in rete sono presenti parecchi programmi di traduzione automatica e qualche volta mi chiedono un parere al riguardo. Credo possano essere utili per avere un'idea generale dell'argomento di cui parla una pagina scritta in una lingua a noi ignota. Non però a generare un testo presentabile nella lingua di arrivo.
    Succede più spesso di quanto non si pensi che delle aziende, dopo avere dilapidato cifre ingenti per la costruzione di siti Internet, vogliano assolutamente risparmiare sulla traduzione, dimostrando così una miopia tremenda: non si rendono conto che anche le parole fanno parte dell'immagine, questo valore (o illusione) per il quale tanto si investe e non sempre con la dovuta competenza.

    Prendiamo il testo citato sopra: lo faccio tradurre in inglese da un programma automatico e poi chiedo allo stesso programma di ritradurmelo in italiano. Ecco il risultato:

    L'arte della traduzione non attraversa un buon momento. La base di reclutamento, quella è i giovani che sanno bene o discreetly una lingua straniera, sicuri è stata aumentata, ma in di meno sono sempre quelli che per iscritto nel movimento italiano con quei dowries di agilità, l'emergenza della scelta del lessicale, di economia sintattica, senso di vari il linguistici livella, insomma di intelligenza dello stile (in doppia funzione di quantità di contenere le caratteristiche dello stilistiche l'autore traduca e di conoscere alcuno per proporre gli equivalenti italiani in un prosa che legge come direttamente era stato scritto il pensiero ed in italiano): i dowries esattamente in quale il genius singolare del traduttore risiede.
    [traduzione automatica IT>EN>IT]
    Già così non è male, però proviamo a complicargli un po' la vita. Ecco cosa si ottiene con un po' di fantasia:

    L'arte non traduce alcuni incroci un buon barattolo di l'occhio. _ una superficie da abbassarsi per consolidare, quella nuova persona da essere, che una o pozzo extrangeirataal discreet lui da sapere, essere di alzarsi per infornare armadio, ma che uno che è sempre nel minore quale lisciare, durante la scrittura nell'oscillazione del italiaanse con quelle mobilità del tesoro di fiancèe, birra sic di opzione di urgenza, economia sintattica di senso di vario in modo che il linguistici, intelligenza graziosa di insomma (nella funzione del doppio di quantità per contenere l'autore dello stilistiche di singolarità che uno per tradurli lui e che cosa, estremità per mettere poiché l'equivalente italianen nei praatjes, quello per leggerlo, per dirigerli gedachten ed in italiaan) sia.
    [traduzione automatica IT>DE>PT>NL>SP>EN>IT]
    Mi sono limitato a fargli attraversare lingue europee con caratteri latini, ma se volete sbizzarrirvi in imprese più stimolanti...

    * * *

    Il traduttore come pastore di parole ne cura la transumanza, le accompagna al guado, ma non teme di perderle nelle acque di attraversamento se riesce a farne trasvolare senso e spirito. Laddove la meta finale debba essere un testo che non puzzi di ovile, cioè che non sembri tradotto ma scritto direttamente nella lingua di arrivo, allora per noi "unità al carbonio" il lavoro ci sarà per molti anni ancora.


    15.1.03

     
    ...nei commenti di un photoblog si menzionava la Bovisa, che come qualcuno già sa è l'ex zona industriale di Milano in cui risiedo.

    Un quartiere vivo, raccolto attorno a una piazza con tanto di fontana quasi secolare, dalla quale si allarga a raggiera mostrando stridenti i contrasti di strutture urbanistiche e infrastrutture urbane, tra case di ringhiera e moderni palazzi, discount e negozietti, punti internet e piccolo artigianato, tradizionale e d'avanguardia, antenne televisive e giornali di quartiere, sala corse e biblioteca rionale, code automobilistiche mattutine e invasione infantile dei giardinetti nel pomeriggio...

    Nei pressi del piazzale FNM, dove si prende anche il Passante ferroviario che geograficamente attraversa la città dall'alba al tramonto, le costruzioni sono accomunate da una certa dose di degrado: la stazione, per definizione; le fatiscenti fabbriche, per cattiva digestione di certi confetti: sventrate dai bombardamenti, stanno ancora lì a ricordarci che non siamo in un video game, dove basta mettere una monetina per azzerare i disastri.

    Quotidianamente assaltata da frotte di universitari che in attesa del nuovo politecnico sciamano verso strutture provvisorie disseminate al di là e al di qua dei binari, la stazione sembra un mantice, che di domenica si svuota. Espirando. E spirano anche gli automobilisti, che per 24 ore non si fanno vivi. Respiriamo noi allora, talvolta gustandoci dalla finestra all'orizzonte perfino quei paesaggi che evocavo suscitando comprensibile incredulità.



    Sono i momenti in cui si può approfittare per farsi fotografare in quegli spazi:





    [Black Sound Machine]

    [giugno 2001]


    14.1.03

     
    Foto, non parole

    Bando alle ciance, la banda c'è, ma bada che ci serve per le immagini!

    Lo sottintendono, lo dicono e lo fanno le pagine costituite da sequenze di fotografie aggiornate quotidianamente: i photoblog, come direbbe Dante se fosse ancora tra noi.
    Sole sillabe ammesse: quelle delle didascalie. Un altro mondo, per noi che ci nutriamo così golosamente di parole?

    A rispettosa distanza, ammiro tra cromatismi e scale di grigio spicchi di una realtà che è stata rubata da un occhio sagace e donata anche a me, una finestrella di mondo che i pixel vanno a costituire scansando gli ordinamenti alfabetici.
    Realtà rubata e donata: anche con questo mezzo espressivo, lasciare traccia e comunicare sono esigenze percepibili, punti di contatto con il resto della blogosfera di cristallo, quella dove chi avvista un brandello di futuro non può fare a meno di dirlo anche agli altri compagni di viaggio.

    A Milano, da Milano o su Milano, finora ho trovato:

    [elenco aperto a segnalazioni]


    13.1.03

     
    Collegamenti, freccine, aggiornamenti, cosine

    Per l'elenco dei collegamenti che appare nella colonna a sinistra su questa pagina uso blogrolling per la sua comodità: aggiungere, togliere o modificare una voce è semplicissimo, basta un clic e non è necessario intervenire nei codici di struttura del blog (ossia nel suo template, per dirla in italiano).
    Le freccine che ogni tanto compaiono accanto a qualche nome indicano che quella pagina è stata aggiornata (ho appena impostato la durata a 12 ore anziché a 24 e anche questa modifica si effettua in un batter d'occhio).


    Affinché appaiano le freccine (o gli asterischi, o chessò io) è necessario che ciascuno "annunci" l'aggiornamento del proprio blog (in realtà, funziona per qualsiasi pagina in rete). Esiste allo scopo un modulo "Ping" disponibile grazie a Weblogs.Com: è sufficiente inserire i dati della pagina aggiornata (nome e URL) e fare clic su Submit.
    Poi, dato che la pigrizia aguzza l'ingegno, basterà registrare tra i propri Preferiti il modulo compilato e le volte successive l'operazione comporterà un solo velocissimo clic.

    A che serve tutto ciò?
    Ad acquisire maggiore visibilità sull'elenco di Weblogs.Com e su tutti i blogroll in cui comparite (suvvia, non fate i finti ritrosi, ché altrimenti non avreste aperto un blog) e ad avvertire gli altri che è tempo di venire a farvi visita (per stare tranquilli, meglio farsi il bidet che non si sa mai come va a finire con questi incontri).



    12.1.03

     
    L'uso del condizionale

    Quel che se ne può fare lo leggete in questo brano, reperito in rete in seguito a un clic casuale (per la serie "le parole trovano da sole i destinatari").*

    S'intitola non all'amore e va davvero nel profondo come dice il titolo della pagina che lo contiene.


    * Ma esiste il caso? E quando le coincidenze si moltiplicano, vale la regola dei tre indizi che fanno una prova? Funziona veramente come quella del rigore ogni tre calci d'angolo, norma che si applicava giocando a pallone in cortile?


    11.1.03

     

    Ascoltare Creuza de mä.

    Farlo l'11 gennaio.

    Farlo con Lorenzo morbidone in braccio, che alla fine del brano dice:
    "Rimetti uei-anda?"

    Ottimo modo per ricordarsi che artisti come Fabrizio De André non muoiono mai.


     
    L'erba del vicino

    Zeus news intervista Carlo Annese (Fuori dal coro) sulla comunicazione.


    10.1.03

     
    Che cos'è?



    Ve lo spiega Cesare Lamanna (4 Banalitäten),

    che ha raccolto e gentilmente presentato il mio contributo.



    9.1.03

     

    Sì, qualche volta salgo anche sui tavoli... forse lo farò anche domani sera, venerdì 10 gennaio, quando con la
    Black Sound Machine ci esibiremo a Vimercate (MI).

    Il locale si chiama A modo mio (tel. 039.6084662) e si trova nel complesso Torri Bianche (raggiungibile anche dalla tangenziale Est).
    Inizieremo non prima delle 23, comunque mi dicono che lì si può anche cenare, se volete venirci prima.

    Sul palco mi terranno compagnia le nostre coriste Marina, Sara e Roberta, la sezione fiati composta da Angelo (sax tenore), Ivan (tromba), Mauro (sax tenore) e Sergio (sax contralto), Alfredo (tastiera), Matteo (chitarra), Luigi (basso e contrabbasso), Roberto (batteria).

    Il repertorio è il solito: se avete gradito film come Blues Brothers e Commitments, se non vi dispiacciono James Brown, Otis Redding e Ray Charles, se amate Aretha Franklin, allora probabilmente vi divertirete...


    7.1.03

     
    È già stato detto che una delle caratteristiche fondamentali dei blog è la loro interattività.
    Concordo e cerco sempre di fare il possibile per rispondere alle sollecitazioni in tal senso. Vedremo se prossimamente riusciremo a moltiplicarle...

    Nel frattempo, considerando che i commenti sono l'elemento che offre in modo più immediato la possibilità di interagire con chi si espone quotidianamente o quasi nella vetrina telematica, desidero ringraziare YACCS che li rende possibili, ma soprattutto coloro che li hanno apposti agli interventi di queste pagine.
    In tutto oltre 200, firmati da:
    Aglaja, ankor, Astrid, Bea/marie, Bloggando, cherpi, Chiara, Cinzia, Cristina-Ioana Marongiu, Fabrizia, Fabrizio, Francesca Marchei, gigiF, Gina Menegazzi, Giorgia, Giuliano, Jonathan Mayhew, Laura Dossena, Layla, Leonardo, l’uomo nel quadro, Maè, Manilo, Marco/Schiaffo, Marco Traferri, Mariantonietta, Marzia, Massimiliano, maxmagnus, MenteLunatica, Mike, Mirella, Mirza, Nino, Ornella, Palomar, Paola Magni, Patrick, Personalità Confusa, Pietro, quaero, Rosy/Tulipano, Sabina Moscatelli, Samuele, Selvaggia, Sil, Silvia, Simo ,., Simone, Sonechka, Valeria Fucci, Vance Carruth, zop.

    Grazie!


    3.1.03

     
    \|/

    "Spalle diritte... La spalla dirige... Tu decidi, la spalla dirige..."
    Sono le parole che mi sono sentito rivolgere dalla vocina di Francesca oggi quando ho coraggiosamente inforcato gli sci per affrontare impavido... la pista baby.
    "Non ti preoccupare papà, vedrai che è facile. Tu fai come me."
    Felicissima di trovarsi per una volta nel ruolo d'insegnante, condiva con il garbo di una fatina l'orgoglio dei suoi sei anni.
    Chissà se sono stati i suoi consigli tecnici o il mio sorriso da levitazione a farmi sfiorare il manto nevoso con insospettata scioltezza e a permettermi non solo di evitare l'onta di una caduta, ma di gustare appieno, seppur con la dovuta modestia, l'imprevisto divertimento.


    2.1.03

     
    "Due, uno, zero tre: carta vince, carta perde. Puntate, signori, puntate. Si vince sempre..."

    Purché non si punti tutto in una volta anche quel che non abbiamo, purché le carte siano le nostre, purché il banchetto presenti davvero il gioco cui desideriamo giocare. E a patto di tutto ciò, purché non si rinunci a giocare se una volta si perde.
    Le regole? Darsi senza aggrapparsi, perdere ma non rassegnarsi. Allora si vincerà comunque, perché vincita vera sarà il giocare.

    Duemilatre, anno impensabile. Irripetibile, ovviamente. Purché vissuto per davvero, disinnescando la mediocrità. Per esempio, quella paventata in un discorso di Anthony De Mello, gesuita indiano morto in odore di eresia, che ricordava come per certe persone l'esperienza di 50 anni non sia altro che l'esperienza di un anno ripetuta 50 volte...

    E noi invece giochiamo, puntiamo e forse vinciamo anche. Se poi per caso dovessimo perdere, chi ci potrà portare via il divertimento di avere partecipato?

    "Due, uno, zero tre: carta vince, carta perde. Puntate, signori, puntate. Si vince quasi sempre..."






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